Le basi

L’otturatore

  • 11 Settembre 2015

Cos’è l’otturatore

L’otturatore è il dispositivo meccanico/elettronico e serve a controllare per quanto tempo il sensore deve rimanere esposto alla luce per imprimere una foto.

Paragonandolo all’occhio umano, l’otturatore può essere considerato come la palpebra.

Gli otturatori si dividono in due tipi e cioè, otturatori centrali e otturatori a tendina.

I primi sono tutti gli otturatori che hanno le lamelle a raggiera, tipo quelle del diaframma. L’altro tipo è formato da due superfici di metallo parallele tra loro, che aprono verticalmente formando una fessura che lascia passare la luce.

Se il tempo richiesto è lento, la prima tendina raggiunge il fine corsa e conseguentemente parte la seconda che copre la pellicola concludendo l’esposizione.

le-tendine-quando-si-scatta

In caso di tempi più rapidi, la seconda tendina viene azionata durante la corsa della prima, quindi la pellicola non viene esposta contemporaneamente lungo tutto il fotogramma. Essa verrà esposta solo attraverso la fessura formatasi dal ritardo fra la prima e la seconda tendina.

L’otturatore, insieme al diaframma (che regola l’intensità della luce), è un fattore indispensabile per determinare una corretta esposizione.

La giusta regolazione dell’apertura del diaframma combinata con la giusta regolazione del tempo di otturazione consentirà di impressionare la pellicola o il sensore esattamente con la quantità di luce richiesta per un’esposizione perfetta.

Il tempo di otturazione può essere utilizzato in modo creativo, infatti scegliendo un tempo lento si può catturare un soggetto ed esaltarne il movimento (mosso creativo), oppure scegliendo un tempo rapido si può fissare (congelare) un soggetto in movimento e aumentare la nitidezza dell’immagine.

Una tipica serie di tempi di otturatore in frazioni di secondo è la seguente:

8 4 2 1 1/2 1/4 1/8 1/15 1/30 1/60 1/125 1/250 1/500 1/1000 1/2000 1/4000
Nella scala dei tempi ogni valore è circa la metà di quello che lo precede e circa il doppio di quello successivo.

Di norma i valori inferiori al secondo sono visualizzati solo con il divisore: 1/125 diviene 125.

Come per la scala dei diaframmi, l’intervallo tra i diversi valori dei tempi di otturazione viene indicato in gergo stop.

Aumentando/diminuendo di uno stop il tempo di otturazione raddoppia/dimezza la quantità di luce che arriva al supporto sensibile.

Per esempio se si aumenta di 1 stop il tempo di otturazione, senza variare il valore di apertura del diaframma, si aumenta di un 1EV l’esposizione calcolata dall’esposimetro, il che significa raddoppiare (2X) la quantità di luce che penetra attraverso l’obiettivo.

Ma se contemporaneamente chiudiamo di un 1 stop l’apertura del diaframma, per cui dimezziamo la quantità di luce che penetra attraverso l’obiettivo, si ha una compensazione e il valore esposimetrico (EV) rimane invariato.


Fonte:
Wikipedia

Fotografia Digitale guida completa 
di Paolo Poli - Apogeo 2009

 

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