Le basi

Il tempo di esposizione

  • 13 Agosto 2015

Il tempo di esposizione.

Il tempo di esposizione o di scatto, è il tempo che l’otturatore resterà aperto per far si che la luce raggiunga il sensore o la pellicola.
Insieme al diaframma, il tempo di esposizione regola la giusta quantità di luce che ci permette di avere una fotografia correttamente esposta.

Paragonandolo all’occhio umano, la pupilla sarebbe il diaframma, la palpebra l’otturatore.

ghieraL’azione dell’otturatore e del diaframma si possono considerare inversamente proporzionali, perché al crescere del valore di uno, l’altro decresce. In pratica un tempo rapido richiede un diaframma più aperto, mentre un tempo lento richiederà un diaframma più chiuso. Scegliere una coppia tempo diaframma pari a 1/125-f8 equivale alla scelta della coppia 1/250-f5.6 oppure 1/500-f4, o alla coppia 1/60-f11. Vale a dire che mentre il tempo si dimezza, il diaframma raddoppia, e viceversa. La quantità di luce che arriverà sul sensore sarà la stessa al di la di quale coppia utilizzeremo, la scelta dipenderà invece dalla fotografia che abbiamo in mente. Infatti la scelta tra le varie coppie influenzerà l’esito finale della foto. Aumentando la profondità di campo utilizzando un diaframma più chiuso e otturatore lento, e una foto con azione congelata usando un diaframma più aperto e l’otturatore più rapido.

Secondi e frazioni

Il tempo di esposizione viene misurato in secondi. I numeri che appaiono sul selettore dei tempi, rappresentano frazioni del secondo; così 10 coincide con 1/15 di secondo o 50 per 1/50 di secondo.

Lo standard adottato per i tempi di esposizione è il seguente:

  • 1/8000 s
  • 1/4000 s
  • 1/2000 s
  • 1/1000 s
  • 1/500 s
  • 1/250 s
  • 1/125 s
  • 1/60 s
  • 1/30 s
  • 1/15 s
  • 1/8 s
  • 1/4 s
  • 1/2 s
  • 1 s
  • B (bulb) — l’otturatore rimane aperto finché teniamo premuto il pulsante di scatto.
  • T — l’otturatore rimane aperto fino  a quando non premiamo di nuovo il pulsante di scatto.

La scala dei tempi

La scala dei tempi è divisa in modo che il valore successivo è il doppio del precedente eccetto 1/60 e 1/125.

Il tempo di esposizione

Relazione Tempi/Apertura

Come detto prima, cambiare il tempo di esposizione influisce sul movimento del soggetto, ad esempio se si vuol riprendere il movimento dell’acqua che scorre, o il movimento delle nuvole per creare un effetto velato. Usare tempi rapidissimi come 1/8000s, invece ci può essere utile per congelare un’azione, come un’auto da corsa o un ciclista o ancora un corridore. E’ corretto anche non congelare questi ultimi (ciclista, auto), ma utilizzando dei tempi lenti, possiamo dare dinamismo alla fotografia evidenziando il movimento del soggetto. Questa tecnica si chiama “panning”.

Se vogliamo evitare di scattare foto mosse è consigliabile utilizzare tempi veloci.

Una foto mossa non è nitida, e presenta quel movimento della mano mentre premiamo il pulsante di scatto. Anche il movimento dello specchio delle reflex può influenzare il mosso. Quando la scelta ricade su un tempo lento a causa della poca luce, è consigliabile utilizzare il cavalletto o il flash. Un sistema abbastanza semplice da ricordare per evitare questo problema è quello di tener conto della lunghezza focale dell’obiettivo montato sulla macchina. Con una camera 35 mm e un obiettivo di 50 mm, il tempo da utilizzare per evitare il mosso è quello più vicino alla focale utilizzata (quindi 1/60 in questo caso); usando un teleobiettivo da 400 mm si dovrà per forza di cose scegliere il 1/500; con un grandangolare 24 mm si potrà usare il 1/30.

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