I grandi Fotografi

Helmut Newton

  • 25 Agosto 2015

Helmut Newton, pseudonimo di Helmut Neustädter è stato un fotografo di moda tedesco, naturalizzato australiano, famoso in particolare per i suoi studi sul nudo femminile.

Helmut Newton nasce a Berlino nel quartiere di Schöneberg da una famiglia ebrea, figlio di Klara “Claire” Marquis and Max Neustädter che erano proprietari di una fabbrica di bottoni, cresciuto nella buona borghesia berlinese degli anni venti-trenta, frequenta il Heinrich von Treitschke Realgymnasium e la Scuola Americana a Berlino.

Interessato alla fotografia fin da piccolo già a 12 anni acquista la sua prima macchina fotografica

Dal 1936 inizia a lavorare con la fotografa tedesca Elsie Neulander Simon, conosciuta come Ill de Yva.

A seguito delle leggi razziali naziste lascia la Germania nel 1938 imbarcandosi a Trieste sul piroscafo “Il Conte Rosso” e si rifugia a Singapore, lavorando come fotografo per il Straits Times. In seguito venne internato dalle autorità britanniche di Singapore e venne espulso in Australia con la RMS Queen Mary.

Arrivò a Sydney il 27 novembre 1940 e venne portato al campo d’internamento di Tatura (Victoria) dove rimase fino al 1942 dopo aver lavorato brevemente come raccoglitore di frutta.

Nell’aprile del 1942 entrò nell’esercito australiano dove si occupò di guidare camion dell’esercito.

Nel 1945 cambiò il suo cognome da Neustädter a Newton che è la quasi esatta traduzione in inglese del suo cognome tedesco.

Il 13 maggio 1948 sposa l’attrice australiana June Browne nota come fotografa con lo pseudonimo di “Alice Springs” (dal nome dell’omonima città australiana).

Dopo la guerra lavora come fotografo freelance producendo scatti di moda e lavorando con riviste come Playboy.

Dalla fine degli anni cinquanta in poi si concentra sulla fotografia di moda.

Si stabilisce a Parigi nel 1961 e intraprende una carriera come fotografo di moda professionista.

I suoi scatti appaiono su varie riviste tra cui i magazine di moda Vogue, L’Uomo Vogue, Harper’s Bazaar, Elle, GQ, Vanity Fair, Max e Marie Claire. Il suo particolare stile è caratterizzato dall’erotismo patinato, a volte con tratti sado-masochistici e feticistici.

Un attacco di cuore nel 1970 rallenta la sua produzione ma aumenta la sua fama, in particolare con la serie “Big Nudes” del 1980 che segna la vetta del suo stile erotico-urbano, sostenuto con un’eccellente tecnica fotografica.

Crea inoltre molti ritratti e altri studi fotografici e incomincia a lavorare per Chanel, Gianni Versace, Blumarine, Yves Saint Laurent, Borbonese e Dolce & Gabbana.

Nel 1984 insieme a Peter Max realizza il video dei Missing Persons Surrender your Heart.

Nell’ottobre 2003 dona una collezione di foto alla fondazione Preußischer Kulturbesitz a Berlino.

È attualmente esposta al Museo della Fotografia (Museum für Fotografie) vicino alla Bahnhof Zoologischer Garten, la stazione ferroviaria dello zoo di Berlino nel quartiere di Charlottenburg.

In seguito vive a Monte Carlo e Los Angeles. Muore in seguito a un incidente stradale – avvenuto a West Hollywood quando, il suo SUV Cadillac SRX, si schianta su un muro del famoso Chateau Marmont (hotel sul Sunset Boulevard che era stato per anni la sua residenza quando abitava nella California del Sud) – al Cedars-Sinai Medical Center.

Le sue spoglie sono state poste a Berlino nell’area ebraica del Cimitero di Friedenau e la sua tomba è collocata a qualche metro da quella di Marlene Dietrich.

Opere

  • Marshall Blonsky & Helmut Newton, Private Property, Schirmer Art Books, 1989
  • Guy Featherstone, ‘Helmut Newton’s Australian years’, in The La Trobe Journal, The State Library of Victoria Foundation, No 76, Spring, 2005
  • Klaus Honnef & Helmut Newton, Helmut Newton: Portraits, Schirmer Art Books, 1986
  • Klaus Neumann, In the Interest of National Security: Civilian Internment in Australia during World War II, Canberra: National Archives of Australia, 2006.
  • White Women, New York: Congreve, 1976
  • Sleepless Nights, New York: Congreve, 1978
  • Big Nudes, Paris: Editions du Regard, 1981
  • They’re Coming!, Paris: French Vogue, 1981
  • World Without Men, New York: Xavier Moreau, 1984
  • Helmut Newton & June Newton, Helmut Newton Work, edited by Manfred Heiting, Taschen, 2000
  • Helmut Newton, Sumo, Taschen, 2000
  • Autobiography, Nan A. Talese, 2003
  • Helmut Newton, A Gun for Hire, edited by June Newton, Taschen, 2005
  • Helmut Newton, Playboy: Helmut Newton, Chronicle Books, 2005

Fonte: Wikipedia

La mostra al PAN di Napoli

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi